Il 30 aprile una scuola dell’infanzia paritaria di Ponte della Priula, in provincia di Treviso, ha portato tre classi in visita alla Moschea di Susegna. E la Lega…
Il fascismo è morto 80anni fa, le condizioni storiche che ne hanno favorito l’affermazione, a cent’anni di distanza, non sono ripetibili. Oggi, a essere antifascisti, non si rischia nulla, se non – al massimo – l’identificazione da parte di zelanti rappresentanti delle forze dell’ordine. Agli elettori dell’antifascismo non interessa granché: dunque, converrebbe rinunciarvi quale argomento di propaganda.
Gli ultimi giorni di aprile sono stati costellati da una serie di eventi a dir poco inquietanti. Il 25, giorno della Liberazione, una fornaia di Ascoli Piceno è stata identificata dalle forze dell’ordine per ben due volte, a causa di quello che evidentemente è considerato un comportamento lesivo dell’ordine pubblico, o peggio, pericoloso: aveva affisso fuori dal suo negozio un lenzuolo con la scritta “25 Aprile, buono come il pane, bello come l’antifascismo”.
I funerali di Papa Francesco si sono svolti un sabato di fine aprile, caldo ma ventilato, in una Roma taciturna e blindata. Vedere i potenti della terra seduti in silenzio uno accanto all’altro, e di fronte a loro i 135 cardinali che a breve eleggeranno il nuovo pontefice, produce un effetto straniante.
In spregio al senso della realtà, Meloni ha anche millantato un rapporto d’elezione con il Papa, che andrebbe ben oltre quello formale fra un capo di governo e un capo di stato. Insomma, ha rivendicato un dialogo umano, una sensibilità comune.